Lavazza aumenta l'efficienza utilizzando la tecnologia RFID per tracciare i materiali d´imballaggi

 

20/01/2010    vote vote vote vote vote    Vota l'articolo: vote vote vote vote vote

Il produttore di Lavazza ha sviluppato un sistema d’identificazione a radio frequenza che consente di automatizzare la sostituzione delle bobine dei materiali d´imballaggio utilizzati per creare i prodotti Lavazza, e per migliorare la tracciabilità dei materiali. I risultati del progetto Lavazza sono stati presentati da Fabio Marzorati, un ingegnere industriale a Goglio Cofibox e da Antonio Rizzi, direttore del Laboratorio RFID dell'Università di Parma, nella conferenza di RFID Journal LIVE, Europe 2009 in Germania. Il Laboratorio RFID ha progettato la soluzione ed ha eseguito i test per valutare i vantaggi della tecnologia.

 

Prima dell'applicazione RFID, Lavazza non conosceva lo stato degli ordini inviati alla Goglio Cofibox. Nello stesso tempo, il fornitore d’imballaggio non sapeva se Lavazza aveva ricevuto tutte le bobine, o il numero di bobine che il produttore di caffè aveva in magazzino. Gli ordini dovevano essere attivati manualmente ogni volta che Lavazza aveva bisogno di aumentare il suo inventario di materiali d´imballaggio. Per affrontare tutti questi problemi, il sistema che impiega i tag RFID EPC Gen 2 a frequenza ultra passiva (UHF), consente una consegna tempestiva delle bobine prodotte da Goglio Cofibox e un processo automatizzato per la loro ricezione presso lo stabilimento della Lavazza a Torino. L'implementazione del sistema RFID, iniziata nell’aprile 2009 e pienamente operativa nel mese di settembre, ha ridotto il numero degli imballaggi e lo spazio per immagazzinarli di Lavazza, fornendo all'azienda di caffè la possibilità di controllare i livelli delle scorte, il flusso di merci e avere la tracciabilità dei dati in tempo reale.

 

Durante i test effettuati, Goglio Cofibox ha stampato e codificato le etichette RFID utilizzando una stampante di codifica RFID Toshiba. Un’etichetta è stata applicata nell'anello interno di cartone di ogni bobina d’imballaggio e 2 tag RFID adesivi aggiuntivi sono stati collocati sul involucro di plastica che copre le ruote (un altro tag aggiuntivo è stato applicato anche all'interno, direttamente sul pallet, in modo che possa essere identificato dopo la rimozione della plastica). La società ha codificato i tag con un numero seriale del commercio mondiale per l’oggetto (SGTIN) e con un Codice Seriale del Contenitore per il Trasporto (SSCC). Quando il pallet supera un portale con lettore RFID posto al cancello dell'area di stoccaggio, i tag vengono interrogati e  le bobine d’imballaggio e il pallet identificati dalla loro codifica SGTIN e numeri SSCC. I materiali vengono caricati sui camion per essere spediti a Lavazza e i pallet con tag RFID vengono letti per una seconda volta. Una luce verde indica all'operatore del carrello elevatore che le merci sono state identificate e che il sistema ha individuato la polizza relativa di carico. A questo punto, il sistema invia la polizza di carico dati per via elettronica, tramite Internet.

 

Quando il materiale arriva a Lavazza, un lavoratore utilizza un lettore portatile per interrogare il tag RFID sulla parte esterna dell’invulcro avvolgente, poi sposta il pallet delle bobine nel deposito. Lavazza ha scelto di utilizzare un lettore portatile perché vuole un unico dispositivo per tutti i punti di lettura. Le informazioni sulla spedizione e sulla tracciabilità sono automaticamente inserite in un pannello di controllo logistico –un’applicazione Web condivisa dalle due società.

 

Per legge, l'azienda deve controllare la qualità dei materiali d´imballaggio per garantire che il caffè fornito ai consumatori sia di alta qualità. Dal momento che i materiali hanno una durata limitata di conservazione, l'impresa deve utilizzare gli imballaggi con la filosofia “chi è entrato prima, esce per primo”. Lavazza ha utilizzato il sistema RFID per scegliere gli imballaggi più vecchi in deposito. Un dipendente utilizza un carrello elevatore per recuperare il pallet e quindi interroga il tag con un lettore portatile. Il sistema identifica le bobine che vengono destinate alla produzione.

Il sistema ha fornito a Lavazza e Goglio Cofibox quasi il 100 per cento di precisione sulla loro situazione di magazzino con un significativo risparmio di tempo, dal momento che le bobine non devono più essere contate manualmente. Lavazza rivede le proprie previsioni e invia aggiornamenti elettronicamente a Goglio Cofibox, con le date di consegna per ogni ordine. Goglio Cofibox utilizza le informazioni per aggiornare il piano di produzione, basato sugli ordini che arrivano dalla Lavazza.


Per di più, dice Rizzi, Lavazza è in grado di gestire meglio il suo inventario, avendo una vera e propria panoramica della situazione. L´azienda in complesso ha ridotto numericamente i livelli dell’inventario, perché i processi di ordinazione, spedizione e ricezione basati su tecnologia RFID hanno dimostrato di essere molto affidabili.