L’RFID si fa spazio nella moda italiana
Il Cedites (l'Unità di Ricerca di Loft Media Publishing) in collaborazione con il Gruppo Aton ha presentato il secondo studio sulla “Diffusione delle Tecnologie a Radiofrequenza nella Filiera Italiana del Fashion” in cui si nota l’incremento nell’uso della tecnologia RFID in tutti livelli: produzione, trasformazione, confezionamento, distribuzione e retail.
Tra gli usi dell’RFID possiamo segnalare la lotta contro la pirateria che garantisce che una capo d’abbigliamento proviene dal produttore e non è stato manipolato né falsificato, il controllo dello stock, l’ubicazione reale della diversa mercanzia o il controllo assoluto della catena di distribuzione. Insomma, la tecnologia RFID ha acquisito una grande importanza nella catena della moda, dalla produzione alla vendita.
Il 2010 è definito nello studio come l’anno che sarà ricordato nel mondo dell’RFID per la sua implementazione nel settore della moda giacché un gran numero di iniziative sono state implementate nelle diverse fasi che compongono la filiera.
Il primo report sull’argomento è stato presentato due anni fa, nel 2009, e in comparazione si può vedere come con il passare del tempo la quantità di aziende che hanno implementato l’RFID si sono moltiplicate in maniera esagerata. Tra le principali e più conosciute marche italiane che fanno già uso di queste etichette ci sono: Armani, Prada, Trussardi, Valentino e Yoox.
L’utilizzo della tecnologia RFID nella moda è arrivato con ritardo in comparazione con l’inizio in altri settori come la sanità, l’identificazione di persone o il settore alimentare, ma si è rapidamente convertito in uno di quelli più di punta, essendo uno dei più promettenti tra quelli che si dedicano e investono nell’identificazione attraverso radio frequenza.
Inoltre, l’Università Carlo Cattaneo Liuc di Castellanza e l’Università di Parma hanno presentato insieme un progetto centrato nell’inclusione dell’RFID nella catena di produzione, in speciale nel’anello dei trasformatori, dove si aspetta la maggiore crescita in previsione futura.
Grazie allo sviluppo tecnologico degli ultimi anni e alla riduzione dei costi, l’RFID ha smesso di essere un privilegio per poche aziende e si è convertito in una possibilità di implementazione per quasi tutte.
Il costo attuale di un’etichetta RFID si aggira intorno a 10 centesimi di euro ma ci si aspetta una riduzione di quasi la metà entro il 2015. Queste etichette si possono leggere a distanza, incluso quando c’e un oggetto interposto tra l’etichetta e il dispositivo di lettura. Il loro materiale è resistente alle temperature estreme e anche ai diversi colpi che possano ricevere.
La tipologia di oggetti con cui si lavora nel settore della moda fa sì che il prezzo investito nelle etichette non sia significativo rispetto al prezzo di ogni articolo di marca per cui l’adattamento assoluto nel settore sembra essere solo questione di tempo. La quantità investita sarà rapidamente ricompensata.
La possibilità di aggiungere l’etichetta RFID all’etichetta stessa del capo, cerniera, al risvolto o al dorso nel caso di gioielli non entra in conflitto con il prodotto giacché in nessun modo questo o la sua qualità potranno esserene compromessi. Si parla quindi di un ritorno di cassa misurabile e in tempi contenuti.
Inoltre, l’RFID offre la possibilità di informare molto meglio i consumatori sull’articolo che vogliono acquistare, nella etichetta infatti si può inserire una gran quantità di informazioni sul processo di produzione, i materiale utilizzati e la loro provenienza. Anche con un’ottima gestione dello stock i clienti troveranno sempre tutti gli articoli a disposizione, un netto miglioramento nel campo del CRM (customer relationship management).
Il report ha mostrato come il costo dell’implementazione della tecnologia RFID in un’azienda dedicata alla moda viene ripagato in meno di sei mesi. L'implementazione può essere fatta su misura, dato che alcune aziende specializzate in RFID offrono pacchetti che si adattano ad ogni esigenza e caratteristiche di un'impresa.
Nel resto dei Paesi la situazione è simile giacché la tecnologia RFID sta ricevendo un impulso tanto da parte dei governi come dalle principali associazioni di venditori e produttori di vestiti, scarpe e accessori. Allo stesso modo come sta succedendo negli Stati Uniti, tra poco tempo, l’RFID sarà una realtà nel mondo della moda e nel retail, con importanti vantaggi per tutti gli attori implicati ma anche per i consumatori finali.
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