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NEWS
20/08/2008
Nuovo firmware per iGuard
30/07/2008
Siamo chiusi per ferie dal 4 al 15 Agosto
04/07/2008
Nuovi TAG RFID per lavanderie
Assistenza e download dei driver
Questa sezione rappresenta una guida esaustiva all'uso corretto dei prodotti e dei servizi offerti da Infordata Sistemi.
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In alternativa puoi trovare le risposte che stai cercando consultando la sezione F.A.Q. qui sotto.
F.A.Q. - domande frequenti
Consultando l'elenco sottostante, suddiviso per argomento, potrete trovare le risposte alle domande che più frequentemente ci vengono poste dai clienti.
Impronte digitali (9) »
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Qual'è la differenza tra i processi di identificazione e di verifica?
Il processo di verifica autentica una persona confrontando UNA SPECIFICA impronta digitale del DB, mentre il processo d'identificazione autentica una persona confrontando TRA TUTTE le impronte del DB. Per questo motivo il processo di verifica viene chiamato anche identificazione 1 a 1. Per verificare un impronta si deve prima inserire il codice del relativo utente. Ovviamente il processo di verifica e molto più veloce del processo d'identificazione.
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Cosa sono le minuzie?
Le minuzie sono dei punti caratteristici che descrivono in modo univoco un'impronta digitale. Questi possono essere ad esempio le coordinate relative dove i solchi finiscono o si biforcano o dove i solchi formano una "Y". Anche gemelli monozigoti hanno minuzie differenti.
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Cos’è una chiave biometrica?
Una chiave biometrica è un insieme di informazioni che rappresenta una caratteristica fisica di una persona. Una chiava biometrica per essere "buona" dev'essere univoca per persona. Ad esempio sono chiavi biometriche univoche
- l’immagine della faccia di una persona
- l’immagine dell’iride di una persona
- l’immagine di un’impronta digitale di una persona
A differenza delle “chiavi tradizionali” (ad. es. chiave per una serratura, password per accedere ad un PC,...) che si usano per identificare persone, una chiave biometrica non può essere ceduta (ad es. prestandola ad un amico).
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Qual’è la dimensione delle informazioni caratteristiche (template) dell’impronta?
Al massimo 1Kbyte, in media 300 byte, dipende dal tipo di imaggine dell’impronta.
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In quale modo eventuali bruciature o tagli sulle dita influenzano l’accuratezza della lettura dell’impronta?
Test medici mostrano che quando la pelle delle dita subisce dei danni, si risana rapidamente, ripristinando le stesse linee dell’impronta che c’erano in precedenza. Se un incidente provoca ferite più profonde, è necessario procedere alla memorizzazione (“enrollment”) di una nuova immagine di riferimento dell’impronta relativa ad un altro dito.
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Che cosa dire di dita secche o umide?
Dita secche, che sono la condizione di persone con pelle secca, producono quasi sempre immagini troppo chiare e frastagliate che di conseguenza riducono la capacità di identificazione. Mentre altri tipi di sensori ottici cercano spesso di risolvere questo problema coprendo l’ottica col silicone (che si consuma con facilità), l’iGuard usa la tecnologia del software DFX (sviluppata dalla Veridicom) per ridurre gli effetti del problema. Per migliorare ulteriormente la verifica, gli utenti possono massaggiare con le proprie dita il proprio naso o la fronte, aumentare la pressione delle dita, oppure usando creme per le mani per minimizzare il problema. Dita umide rappresentano un problema opposto e dipendono da mani umide, da troppa crema per mani o da pelle eccessivamente sudata. Le creste dell’impronta risulteranno in questo caso schiacciate ed appariranno come spalmate nell’immagine, o l’immagine diverrà completamente nera. Un lavaggio delle dita ed una diminuzione della pressione possono attenuare questo problema.
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Quante “minutiae” sono necessarie per un confronto sicuro?
Un’impronta completa è formata da fino a 100 “minutiae”. Il sensore Veridicom che l’iGuard usa ne rileva circa da 20 a 30. Si fa notare però che I tribunali europei accettano come identificazione certa e non ambigua di un impronta confronti positivi di 12 minutiae.
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Che cosa dire di persone con mani ruvide?
Le persone che per lavori che svolgono hanno le mani ruvide (come ad esempio gi edili) possono avere delle immagini delle impronte non ottimali. Generalmente questo problema si risolve con la ripetizione delle verifiche. Si può anche agire sul livello di sicurezza dell’iGuard ad esempio abbassandolo. Un altro modo per ridurre il Rapporto scarti (\"false rejection rates\") è quello di usare più di una immagine di riferimento per ciascun dito. Ciò aumenta l’affidabilità del processo di riconoscimento.
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Cosa è il FAR e cosa è il FRR?
Ogni sistema di riconoscimento biometrico (come delle impronte digitali) ha due parametri che ne misurano la "bontà": il FAR e il FRR.
Il FAR (False Acceptance Rate) è la % di impronte riconosciute come autorizzate anche se non lo sono. Tipicamente deve essere inferiore al 0.01%.
Il FRR (False Acceptance Rate) è la % di impronte non riconosciute come autorizzate anche se lo sono. Tipicamente deve essere inferiore al 0.1%. In questo secondo caso succede, nella maggior parte dei casi, che un dispositivo biometrico non riconosca le impronte, perché una persona ha le dita secche o sporche; alitando sui diti o pulendo le mani il problema si risolve.
Ogni sisema biometrico può essere tarato alzando o diminuendo uno dei due indici, tenendo presente che sono inversamente proporzionali tra loro: più si abbassa il FAR più alto è il risultante FRR.
Certi sistemi d'identificazione biometrica forniscono in alternativa agli indici FAR e FRR anche l'EER (Equal Error Rate), che è la % per cui il FAR=FRR.
R.M.A. (6) »
Smart Card (8) »
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Cos'è una smart card?
La smart card, tradotto letteralmente come "tessera intelligente", è una tessera in PVC delle dimensioni di una carta di credito (85x55x0,82mm) che ha integrato un chip. Il chip può evre una capacità di memorizzazione ed elaborazione dei dati.
Le smart card sono utilizzate per moltissime applicazioni: per ricariche telefoniche, per il controllo degli accessi, per circuiti di fidelizzazione, per applicazioni di firma digitale, ecc.
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Qual'è la differenza tra smart card "a contatto" e "senza contatto"?
Il chip delle smart card deve avere a disposizione una tecnologia che ne permetta l'alimentazione e la comunicazione con i lettori.
Alcune smart card hanno delle placche dorate, ovvero dei contatti, posizionati in un angolo della tessera: queste vengono chiamate smart card a contatto. Quando si inserisce la smart card in un lettore, questo appoggia i suoi ocntatti sulle placche, in modo da poter alimentare e comunicare con il chip.
Altre smart card non hanno connettori sulla propria superficie e la comunicazione con il lettore avviene in Radio Frequenza (R.F.). I chip sono pressofusi nella plastica e hanno una antenna a forma di spira. Questo tipo di tessere vengono chiamate anche smart card di prossimità o senza contatto o contactless.
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Che tipi di chip utlizzano le smart card?
Le smart card possono essere essenzialmente di 2 tipi:
1. a memoria: sostanzialmente sono delle EEPROM
2. a microcontrollore: hanno una CPU, una RAM e una ROM
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Quali sono i tipi di smart card a memoria?
Le smart card (SC) a memoria si difersificano essenzialmente per:
- la quantità di memoria del chip; queste vengono chiamate smart card a memoria libera.
- se la scrittura/lettura della memoria è protetta; in questo caso queste si indicano come smart card a memoria protetta
Le norme che regolano le specifiche delle smart card a memoria sono le ISO7816 - parte 3.
Le smart card a memoria (divisa per pagine di massimo 128byte) libera sono le:
- ATMEL AT24C01 / AT24C02 / AT24C04 / AT24C08 / AT24C16 / AT24C32 / AT24C64 / AT24C128 / AT24C256 / AT24C512 / AT24C1024 ,
dove "01"=1Kbit, "02"=2Kbit", ..., "1024" = 1Mbit di memoria
Le smart card a memoria protetta da password e autenticazione includono le:
- ATMEL AT88SC153 e AT88SC1608
Le smart card a memoria protetta con EEPROM intelligente da 1Kbyte di memoria:
- SLE4418 e SLE4428
Le smart card a memoria protetta con EEPROM intelligente da 256byte di memoria:
- SLE4432, SLE4442 (non più in produzione), SLE4452
Le SLE4442 (4452) sono tra le più diffuse sul mercato del SC a memoria protetta.
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Quanto è grande la memoria di una smart card SLE4428?
La memoria di una SLE4428 è grande 1Kbyte (1024 byte). La scrittura è protetta da password, mentre la lettura è libera.
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Quanto è grande la memoria di una smart card SLE4442?
La memoria di una SLE4442 è grande 256 byte. La scrittura è protetta da password, mentre la lettura è libera.
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Qual'è la password (il PIN) di default di una SLE4428?
Il PIN di default per una SLE4428 è FFFF.
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Qual'è la password (il PIN) di default di una SLE4442?
La password (il PIN) di default di una SLE4442 è FFFFFF.
Stampa tessere (8) »
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Che dimensione ha la card in pvc?
Le dimensioni standard della card in pvc sono:
lunghezza: 8,6 mm
altezza: 5,4 mm
spessore: 0,76mm o 0,82 per le tessere chip
Lo standard che definisce le dimensioni fisiche delle card in pvc è l'ISO 7816-1-2-3.
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Qual'è la differenza tra banda magnetica HiCo o LoCo?
Esistono due tipi di bande magnetiche più diffuse: le HiCo (High Coercivity - Alta Coercività) e le LoCo (Low Corcivity - Bassa Coercività).
La differenza principale tra le due è la durata della magnettizzazione: i dati codificati su una HiCo durano alcuni anni, mentre sulle LoCo molto meno.
Le LoCo sono anche molto più sensibili ai campi elettromagnetici (ad esempio prodotti da cellulari) e si smagnettizzano più facilmente.
Le LoCo costano mediamente 0,01€ meno rispetto alle HiCo.
Quasi tutti i lettori in commercio possono leggere sia le HiCo che le LoCo, ma non tutti codificatori possono scrivere su entrambi i tipi di banda magnetica (cambia l'intensità del campo magnetico erogata dalla testina di codifica per magnettizare i dati).
Le HiCo sono facilmente riconoscibili perché hanno un colore nero (come quello deli bancomat) e sono dette anche a "Alta Intensità".
Le LoCo sono caratterizzate da un colore marroncino e vengono indicate anche con bande magnetiche a "Bassa Intensità".
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Quali caratteristiche deve avere un file grafico per stampare una tessere?
La tessera ha una dimensione di 55x85mm, ovvero il file grafico deve avere una dimensione di 57x87mm (considernando l'abbondanza).
La risoluzione minima dev'essere di almeno 300dpi.
I formati supportati possono essere:
- vettoriali: CDR (Corel Draw) o AI (Adobe Illustrator)
- PDF
- immagini: BMP, JPEG, TIFF o PNG
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Qual'è la differenza tra la stampa in termografia e a ritrasferimento termico?
Le due tipologie di stampa differiscono:
- nella tecnologia la stampa termografica avviene scaldando i colori del nastro che si fissano direttamente sulla tessera "opportunamente", in modo da creare l'immagine; viceversa nel ritrasferimento termico l'immagine viene stampata prima su un nastro e poi viene fissata a caldo sulla tessera
- nella qualità: la stampa in ritrasferimento è migliore e superiore anche alla stampa in offset
- nel prezzo: la stampa termigrafica costa meno
Le stampanti termografiche sono le Sunlight e le Evolis, mentre quelle termografiche le DNP.
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Quando conviene stampare in termografia?
- Quando si devono personalizzare meno di 1.000 tessere.
- Quando non è richiesta un'elevata qualità.
- Quando l'immagine da stampare non è "complessa", ovvero non richieda la stampa da bordo a bordo e non ci siano sfondi uniformi.
- Quando si devono personalizzare dati varibili come dei codici a barre o una numerazione o dei nominativi da un data base.
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Si possono personalizzare tessere con chip in termografia?
Sì, ma bisogna avere alcuni accorgimenti nella costruzione dell'immagine:
- non deve avere sfondi uniformi
- non si deve stampare in prossimità del chip
Per esempio si può tranquillamente stampare un logo a colori e una numerazione.
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Quando conviene stampare in offset?
- Quando si devono personalizzare più di 1.000 tessere con la stessa immagine.
- Quando è richiesta un'elevata qualità.
Se si devono stampare più di 1.000 tessere con immagini a colori, ma anche con dei dati varibili, conviene:
1. Stampare le tessere in offset
2. Personalizzarle in termografia
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Quando conviene stampare in ritrasferimento termico?
- Quando si devono personalizzare meno di 1.000 tessere.
- Quando è richiesta un'elevata qualità.
- Quando l'immagine da stampare è "complessa", ovvero l'immagine è da bordo a bordo e ci sono sfondi uniformi
- Quando si devono personalizzare tessere con chip (a contatto o di prossimità), poiché la superficie in PVC non è perfettamente piatta e la stampa in termografia produrebbe degli aloni bianchi
Stampanti per Tessere (12) »
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Dove posso trovare i driver delle stampanti termografiche?
Visualizzate la pagina con la stampante che vi interessa e sulla destra cliccate sull'icona con l'immagine di un dischetto. Potrete prelevare il driver e il firmware. Per scaricare i files dovete entrare nel sito come utenti registrati.
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Con che sistemi operativi sono compatibili le nostre stampanti?
Le nostre stampanti sono compatibili con tutti i sistemi operativi Windows dalla versione 95 in poi. Non sono compatibili con Macintosh o altri sistemi operativi.
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Con le stampanti viene fornito un software per la gestione della stampa?
SI, con il Rainbow. Il software permette di gestire il layout della tessera, di stampare codici a barre, codificare la banda magnetica e inizializzare il chip. E' anche possibile stampare in serie più tessere collegando il progetto della tessera ad un database.
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Posso stampare da altre applicazioni Windows o proprietarie?
SI. La stampante per tessere viene fornita con dei driver per Windows e il sistema la vede come una qualsiasi stampante installata nel PC. Quindi si può stampare anche da Word, Corel Draw!, Adobe Photoshop o altri. Con la stampante vengono forniti anche i comandi per comunicare direttamente con la stampate, quindi potete interfacciare la stampante a qualsiasi piattaforma informatica che supporta la porta LPT, USB o Seriale.
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Quali sono le procedure di manutenzione della stampante?
Circa ogni 1000 tessere bisogna lanciare un ciclo di pulizia utilizzando delle tessere inbevute di alcool. Sempre ogni 1000 tessere va cambiato il rullo di pulizia. Le stampanti sono state progettate per un'uso professionale, quindi potete stampare migliaia di tessere senza interventi tecnici.
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Quanto tempo impiego per stampare una card?
Per ogni lato la durata della stampa a colori è di 25 secondi e di 5 secondi in monocromatico.
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Qual'è la durata media della testina di stampa?
Circa 100.000 stampe in monocromatico e 25.000 a colori
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Posso stampare su tessere in cartoncino?
Si e no. Le stampanti stampano solo su cartoncini particolari utilizzando un nastro di stampa speciale. Comunque su cartoncino si può stampare solo in monocromatico.
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La stampante supporta diversi formati di tessera?
No. Si può stampare solo su tessere con standard ISO, ovvero 86x54mm. Lo spessore è variabile da 0,4mm a 1,2mm
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Posso usare due stampanti contemporaneamente sullo stesso PC?
SI. E' sufficente installare più drivers e di impostarli p.e. sulla LPT1 e LPT2.
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Qual'è la username e password per entrare la prima volta in Rainbow?
Username: Admin Password: Admin fate attenzione alle maiuscole
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Possiedo già una stampante Cimage da diverso tempo e voglio utilizzarla con Windows XP. Posso Farlo?
Se la versione del firmware della stampante è superiore o uguale alla 2.65 è possibile farlo utilizzando i nuovi drivers, se il firmware è inferiore dovete aggiornarlo. Per verificare la versione del firmware stampate una tessera di prova dove viene indicato questo valore.
Tecnologia RFID (8) »
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Cosa significa la parola RFID?
RFID è un acronimo per "Radio Frequency IDentification" si può tradurre in identificazione a radio frequenza.
Con la tecnologià RFID i Tag (chip RFID) vengono identificati senza contatto tramite onde elettromagnetiche.
Con questo termine si indicano quelle tecnologie che consentono il riconoscimento a distanza di oggetti, animali e persone sfruttando le onde radio.
Un sistema di identificazione RFID è costituito da due componenti principali: un trasponder o tag o chip di prossimità, e, un lettore (reader). Il TAG è l'etichetta che si appone all'oggetto. È qui che sono contenute tutte le informazioni ad esso relative e che lo identificano in modo univoco. I dati, memorizzati in un microchip, possono essere letti grazie a un'antenna che riceve e trasmette i segnali radio da e verso il reader Rfid. Il microchip e l'antenna, insieme formano il tag Rfid e sono tenuti insieme su un supporto fisico. Il lettore è il dispositivo, fisso o portatile, deputato alla lettura del TAG RFID in grado di convertire le onde radio del TAG in un segnale digitale che può essere trasferito ad un dispositivo digitale (Ad esempio un compouter). Per comunicare fra loro il TAG e il lettore devono essere sintonizzati alla stessa frequenza.
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A quale distanza si può leggere un chip RFID?
La distanza di lettura cambia in base allo standard (frequenza operativa) e dalla grandezza dell'antenna del lettore e del chip RFID del lettore, e, dipende dalle condizioni ambientali.
Ad esempio:
- standard EM4100 - 125KHz: da 1 a 100cm
- standard Mifare (ISO 14443) o iCode (ISO 15693) - HF a 13,56 MHz: da 1 a 15cm
- standard ISO18000 - UHF (868 MHz): fino a 10 metri
Ovviamente, più grande è l'antenna, più grande è la distanza di lettura. Ad esempio il lettore GP90 a 125KHz ha una grande antenna è può leggere fino a 90cm. Con le tessere CFR07, le quali hanno un'antenna potenziata, si può arrivare anche a 120cm.
Come si è detto inizialmente, le condizioni ambientali influiscono molto sulla distanza di lettura. Ad esempio la vicinanza di metalli o altri dispositivi con emmissini elettromagnetiche riducono la distanza di lettura.
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Quali sono le frequenze utilizzate nell'Rfid?
I sistemi Rfid utilizzano varie frequenze di lavoro, le quali possono essere classificate come:
- basse frequenze (LF, tra 125 e 134 kHz)
- alte frequenze (HF, intorno ai 15 MHz)
- altissime frequenze (UHF, tra 860 e 960 MHz
- micro-onde (superiori ai 2,45 GHz)
Ogni frequenza presenta caratteristiche diverse ed è quindi indicata per applicazioni differenti. Brevemente, al crescere della frequenza crescono la distanza di lettura e la quantità di informazioni che si possono trasferire nell'unità di tempo, diminuiscono la capacità di resistenza alle condizioni operative e i costi. I tag a bassa frequenza utilizzano poca potenza, sono capaci di attraversare materiali non metallici e liquidi, ma il segnale per la lettura non supera i 30-90 centimetri. Le etichette ad alta frequenza lavorano meglio con oggetti metallici e arrivano a coprire una distanza superiori al metro. Le altissime frequenze offrono range di lettura più ampi e permettono di trasferire i dati velocemente, ma non attraversano facilmente i materiali.
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Sui TAG possono essere sovrascritte o cancellate le informazioni?
Esistono chip RFID di diversi tipi:
- Read Only o "RO", ovvero di sola lettura
- Write Once & Read Many” o "WORM", ovvero una scrittura, tante letture
- Read & Write o "RW", ovvero lettura e scrittura
I primi due tipi di TAG Rfid rappresentano un'evoluzione tecnologica del codice a barre, in quanto le informazioni immagazzinate sul microchip, una volta scritte, non possono essere modificate.
Con questi chip si legge solo il Serial number (SN) univoco per ogni chip.
Nella modalità Read & Write, invece, quella più flessibile, il tag può essere utilizzato come una memoria dinamica, in quanto le informazioni sul chip possono essere aggiornate in ogni momento, per esempio lungo i passaggi della filiera produttiva o scrivendo nella memoria un importo.
I chip Read & Write sono più costosi dei tag di sola lettura.
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Come sono alimentati i chip di prossimità (TAG)?
I chip RFID, conosciuti anche come TAG Rfid ,possono essere di tre tipi: passivi, semiattivi o attivi.
I tag passivi non hanno alcuna fonte di alimentazione interna e traggono la potenza necessaria ad attivare i circuiti dalle onde radio inviate dal reader che li interroga e induce una corrente nell'antenna. Secondo le norme ISO, i tag LF e HF possono essere solo passivi, mentre i tag a frequenze UHF e micro-onde possono essere anche semiattivi o attivi.
Un TAG semiattivo ha una sorgente di alimentazione, che non serve però ad alimentare i circuiti radio, ma funzioni aggiuntive come sensori di temperatura o di movimento.
I TAG attivi (come i telepass), infine, sono alimenti da batterie, che offrono una maggiore portata al segnale radio e una maggiore distanza di lettura. I tag attivi costano di più dei tag passivi e sono più indicati per tracciare il trasporto di beni di valore sulle lunghe distanze.
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Quali vantaggi offre l'Rfid rispetto al codice a barre o le tessere a banda megnetica?
Rispetto al codice a barre e altre tecnologie di identificazione (quali quelle basate sulle tessere a banda magnetica), la tecnologia RFIDa offre numerosi vantaggi:
- la lettura non richiede contatto diretto e vista ottica, non c'è bisogno quindi dell'orientazione verso lo scanner
- i TAG possono essere letti contemporaneamente, possono lavorare in ambienti sporchi, contaminati e resistere anche a condizioni (agenti ambientali, sollecitazioni termiche, chimiche, meccaniche) molto difficili. Sono quindi più durevoli
- contengono più dati rispetto al barcode e possono essere riscritti e aggiornati con nuove informazioni
- il codice a barre identifica solo il lotto di un prodotto, ma non il singolo item. Il tag Rfid, invece, contiene un numero di serie unico e univoco che identifica ogni singolo prodotti fabbricato nel mondo
- i TAG RFID sono più costosi rispetto ai codici a barre, ma il il rapporto costi/benefici è generalmente vantaggioso.
Osserviamo che la tecnologia Rfid non soppianterà il codice a barre, ma molto più verosimilmente, le due coesisteranno.
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Che cos'è la collisione dei TAG?
Ci può essere collisione fra i tag quando si sovrappongono le onde radio di diversi trasponder letti contemporaneamente da un reader che può confondere il segnale. Esistono sistemi anti-collisione utilizzati per gestire la lettura simultanea di più tag. Questi sistemi sfruttano degli algoritmi che “scaglionano” i segnali provenienti dai tag, regolando gli intervalli di tempo nei quali devono essere letti. In questo modo non si verificano interferenze ed è possibile prevenire eventuali errori.
Uno standard che gestisce questa problematica è l'iCode (ISO 15963)
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Qual'è la differenza tra TAG attivi e quelli passivi?
I TAG attivi hanno un'alimentazione propria (una batteria) e anche per questo possono trasmettere ad una lunga distanza (anche 70metri). Un classico esempio di TAG attivi sono i telepass.
Viceversa, i TAG passivi non hanno un'alimentazione propria e vengono alimentati dal campo elettromagnetico del lettore. In pratica vengono alimentsti quando si avvicinano al lettore RFID.
Utilizzo del sito (5) »
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Posso pagare con bonifico anticipato?
Certo. Appena l'importo verrà accreditato sul nostro c.c. la merce verrà spedita.
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Cos’è il carrello? Cos’è il catalogo elettronico?
Il “carrello” di un negozio on-line è la versione virtuale del classico “carrello del supermercato” e al posto dei “banconi e delle mensole” c’è il “catalogo elettronico”. Per poter selezionare la merce, per analizzare la qualità, i requisiti e confrontare i prezzi, navigando in tutta calma nel catalogo elettronico c’è il carrello, in cui mettere i prodotti che si desidera acquistare.
Questo negozio è sempre aperto e permette di riempire uno o più carrelli senza limitazioni di tempo; potete creare un carrello cliccando sul relativo simbolo sulla sinistra di ogni prodotto, e, accanto ad ogni simbolo c’è una casella numerica in cui si può specificare la quantità. In questo modo avrete messo un prodotto nel carrello. Successivamente potete inserire o eliminare altri prodotti nel carrello cliccando nuovamente sul “carrello” accanto alla scheda di altri articoli. Inoltre in ogni istante potete modificare il suo contenuto.
Eseguendo il log-out, ovvero uscendo dal sito, i carrelli rimangono memorizzati nel nostro database. In questo modo, la volta successiva che entrate nel sito con il Vostro account potete procedere negli acquisti, modificando i Vostri carrelli creati in precedenza.
Quando sarete soddisfatti, cliccando su ‘Ordina’…
…passate alla “cassa”.
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Posso acquistare sul sito i prodotti?
Certamente, prima devi essere un utente registrato.
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Posso pagare con carta di credito?
Si, è possibile pagare con le carte di credito del circuito VISA, MasterCard e del PagoBancomat.
Inoltre è possibile pagare con PayPal.
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Dove trovo altre informazioni d'aiuto?
Nella sezione "Help". C'è un link in alto a destra.
iGuard (16) »
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Come si può identificare una persona con l'iGuard?
Una persona può essere identificata con l'iGuard tramite: - badge di prossimità - impronta digitale - password
Tramite l'iGuard è possibile autenticarsi usando sia la smart card di prossimità sia l'impronta digitale.
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Come si connette l'iGuard al PC?
L'iGuard è un terminale con interfaccia TCP/IP, per cui può essere connesso ad un PC direttamente con un cavo di rete UTP sfruttando la rete LAN aziendale o collegando ad esempio un portatile con un cavo cross. Ogni iGuard ha associato un indirizzo IP che può essere statico o dinamico (DHCP) e un nome DNS.
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Come si amministra il terminale? Che software bisogna installare? Che sistemi operativi supporta?
L'iGuard ha un web server d'amministrazione integrato, per cui non serve installare nessun software: basta collegarsi al sito web d'amministrazione integrato con un qualsiasi Internet browser (ad esempio Internet Explorer o Mozilla) all'iGuard. L'iGuard è stato il primo dispositivo al mondo con un'interfaccia web based. Questo lo rende indipendente dai sistemi operativi usati dai PC, infatti ci si può collegare sia da ambienti Windows, MAC o Linux.
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Si può collegare più di un dispositivo iGuard?
Essendo gli iGuard dei terminali “LAN”, in un sistema di controllo accessi /rilevazione presenze, si possono installare N dispositivi iGuard. L'amministrazione, anche di tanti dispositivi iGuard, è semplice: un terminale viene configurato come Master e tutti gli altri come Slave. I Slave inviano i log al Master che si preoccupa di centralizzare i dati e di propagare le autorizzazioni d'accesso agli Slave. Per cui è sufficiente collegarsi solo al Mastrer per gestire tutta la rete di iGuard.
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Se cade la tensione di rete ad esempio per un black out, si perdono i dati?
La memoria di un iGuard ha una batteria tampone che può preservare i dati, anche in mancanza di corrente, per 3-4 giorni.
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Cosa succede quando ci sono 10.000 log in memoria?
Quando la memoria degli iGuard è “piena”, ovvero ci sono 10.000 log di accesso, i nuovi log sovrascrivono quelli più vecchi.
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Che tipo di tessere di prossimità utilizza l'iGuard?
L'iGuard è compatibile con tessere di prossimità Mifare (13,56MHz) da 1K a 4K di memoria.
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A che distanza legge le tessere di prossimità?
L'iGuard può leggere i TAG RFID da 2 a 10cm di distanza, in funzione della grandezza dell'antenna del chip.
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Si può memorizzare il template di un'impronta digitale su una smart card?
Sì. Si può memorizzare il template dell'impronta digitale direttamente sulla smart card del dipendente. In questo modo, il dato biometrico rimane custodito dal dipendente, ottemperando le disposizioni del DLG 197/03 sulla Privacy.
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Si possono memorizzare due impronte digitali su un a smart card?
Utilizzando le tessere di prossimità Mifare con 4K di memoria si possono memorizzare n.2 template.
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Qual'è la differenza tra i modelli LM520-FSC e LM520-FSC-SP?
Entrambi i modelli sono dotati sia di scanner d'impronta digitale sia di lettore di tessere di prossimità. Il modello “FSC-SP” nasce per offrire una soluzione più conveniente nel caso in cui si installa un solo dispositivo iGuard: questo modello ha un costo inferiore, ma ha una limitazione software che non consente di interfacciarlo ad altri dispositivi iGuard, ovvero è un terminale “solo Master”. In ogni caso si dovesse rendere necessaria l'aggiunta di altri terminali iGuard nella rete comunicanti con esso, acquistando una patch, si può togliere questa limitazione software.
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Qual'è la differenza tra i modelli LM520-SC e LM520-SC-SN?
Entrambi i modelli sono dotati di lettore di tessere di prossimità. Il modello di iGuard “SC-SN” legge anche tessere Mifare standard (tipicamente gli iGuard leggono tessere Mifare "formattate per iGuard" - cod. SCIGUARD - che costano di più). Questo modello è conveniente quando in una rete di iGuard ci sono pochi lettori e tanti utenti, poiché l'iGuard LM520-SC-SN ha un prezzo leggermente maggiore rispetto agli iGuard "non SN", ma le tessere costano meno. Un caso tipico dove conviene utilizzare un modello "SN" è in una palestra dove c'è solo un terminale all'ingresso, ma anche 1.000 utenti. IN PRATICA CONVIENE SCEGLIERE UN MODELLO LM520-SC-SN SE CI SONO PIU' DI 200 UTENTI PER OGNI DIPOSITIVO INSTALLATO.
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Quanto dura la garanzia su un dispositivo iGuard?
La garanzia su un dispositivo iGuard è quella prevista dalla legge: 1 anno. Si può comunque estendere la garanzia che ha un costo annuo del 15% sul prezzo di listino.
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Quanti utenti può gestire l'iGuard? Quanti log di accesso può memorizzare?
I modelli standard possono gestire fino a 1.000 utenti e memorizzare fino a 10.000 log di accesso. Nei casi in cui cìè la necessità di gestire più di 1.000 utenti si può aggiungere un terminale iGuard Super Master che estende la memoria del sistema di iGuard. Esistono 3 modelli di Super Master: - LM-SM-5.000: 5.000 utenti / 20.000 log di accesso - LM-SM-10.000: 10.000 utenti / 20.000 log di accesso - LM-SM-20.000: 20.000 utenti / 20.000 log di accesso
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Come si esportano i dati delle timbrature / degli accessi dall'iGuard?
I dati degli accessi, ovvero delle timbrature, possono essere esportati in diversi modi:
- collegandosi al sito d'amministrazione dell'iGuard con un web browser
- si possono esportare in formato Testo o Excel (CSV)
- tramite l'applicazione iServer2 (per ambiente Windows, fornita gratuitamente) che invia i log ad un origine dati ODBC (ad esempio MDB)
- tramite applicazioni specifiche come il Gestionale Presenze Crono, il sofware CatchLog o il software per creare tracciati record per gestionali di paghe IGExport tramite prorprie applicazioni svilluppate con il SDK fornito gratuitamente
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Perché il sensore delle impronte digitale si risclada molto?
Normalmente il sensore dell'iGuard ha una temperatura di circa 30°C.
Se si autenticano molte persone in fila, questo si riscalda, poiché ad ogni autenticazione l'iGuard consuma il massimo della potenza (sui 20W).
La temperatura elevata può ridurre notevolmente la qualità del riconoscimento e il FRR aumenta.
CONSIGLI:
- Accertarsi che il coperchio metallico posteriore sia messo a terra.
- Se il sensore si scalda troppo o molti utenti hanno difficoltà ad autenticarsi si consigli di aggiungere una ventola di raffredamento. Questa va installata dietro l'iGuard con il flusso d'aria rivolto verso l'esterno, oppure se l'iGuard è installato in un box, questo va ventilato. Se il supporto d'installazione non è adatto, consigliamo di acquistare l'IG-BOX che è predisposto per una ventola di raffredamento. Un sistema di ventilazione appropriato mantiene la temperatura del sensore bassa (<28°C) e aumenta la qualità del riconoscimento.
ATTENZIONE:
Se il sensore rimane molto caldo (più di 35°C, ovvero toccandolo scotta) anche "a riposo", ovvero negli ultimi minuti nessuno si è autenticato, significa che si sta bruciando. In questo caso consigliamo di contattarci immediatamente.
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