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Una piccola azienda di Trieste è partner tecnologico in otto consorzi europei in corso, dopo averne conclusi altri sei. Ecco perché, e che cosa ci facciamo.
Perché facciamo ricerca
Non per immagine e non per i contributi. Facciamo ricerca perché è il modo in cui costruiamo i prodotti che venderemo fra tre anni, e perché ci mette in stanze dove altrimenti non entreremmo: università, istituti di ricerca, autorità portuali, agenzie ambientali di otto paesi.
Il conto lo dice meglio di qualsiasi dichiarazione. Nel 2025 i ricavi e i proventi da progetti di ricerca e innovazione a contenuto ambientale sono stati € 465.553, il 15,5% del valore della produzione, e le retribuzioni dedicate alla ricerca € 281.640, circa il 59% del totale di salari e stipendi. (Fonte: Relazione di Impatto 2025.)
⭐ E soprattutto: quasi tutto quello che oggi sappiamo fare con l’intelligenza artificiale e con i sensori viene da lì. Il modello di riconoscimento delle immagini nasce da un progetto Horizon sui rifiuti marini. La piattaforma di monitoraggio dell’acqua nasce da un progetto regionale. Il sensore per il rischio incendi è stato progettato dentro un Interreg.
Come lavoriamo
Portiamo la parte digitale. Nei consorzi in cui entriamo il nostro pezzo è quasi sempre lo stesso: la piattaforma che raccoglie i dati, l’app che li fa raccogliere sul campo, il modello che li interpreta, il cruscotto che li rende leggibili a chi decide.
Prototipiamo hardware quando serve. Il sensore ambientale del progetto Karst Firewall e l’olfatto elettronico sono progettati da noi. Non siamo un produttore, ma sappiamo arrivare al dispositivo funzionante.
Chiudiamo il cerchio verso il prodotto. È il criterio con cui scegliamo a quali bandi partecipare: se al termine non resta una cosa vendibile o una competenza riusabile, non ci andiamo. acquamArIna è l’esempio: progetto chiuso, oggi diventa un prodotto.
I progetti in corso
| Progetto | Che cosa portiamo | Programma | Quando |
|---|---|---|---|
| CLEAR-WATER | Piattaforma digitale per l’inquinamento zero delle acque, con 14 partner europei | Horizon Europe | in avvio, 2026-2030 |
| REMEDIES 5.0 | Prevenzione dell’inquinamento da plastiche nel Mediterraneo, 21 partner | Horizon Europe | in avvio, 2026-2030 |
| TASC RestoreMed | Strumento di analisi del ciclo di vita e piattaforma digitale con ricerca in linguaggio naturale su progetti, partner e finanziamenti | Horizon Europe | 2025-2029 |
| INSPIRE | Fiumi europei liberi dalla plastica | Interreg | 2023-2027 |
| AEROX | Microreattore elettrochimico integrato su drone per l’agricoltura di precisione | GATE 5.0 | 2026-2028 |
| AERIS | Prova di concetto dell’olfatto elettronico per la qualità dell’aria | PR FESR FVG, bando a1.3.1 | 2026-2027 |
| Karst Firewall 5.0 | Sensore proprietario e piattaforma per il rischio incendi sul Carso transfrontaliero | Interreg Italia-Slovenia | 2024-2026 |
| ReBuilt | Rinnovamento circolare e digitale dell’edilizia e ricostruzione post-disastro | Interreg Central Europe | 2023-2026 |
Progetti conclusi che hanno lasciato qualcosa: REMEDIES (2022-2025), da cui viene il modello di riconoscimento dei rifiuti e l’app di citizen science · acquamArIna (2025), oggi in trasformazione in prodotto · Maelstrom, SeaClear2.0, RETRACKING, BoatBuster.
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Le tecnologie su cui lavoriamo
Visione artificiale — riconoscimento di oggetti in immagini raccolte sul campo, con validazione umana e riaddestramento continuo.
Modelli su dati di sensore — stima di parametri non misurati a partire da quelli misurati, rilevamento di anomalie, manutenzione predittiva.
Recupero aumentato dalla generazione — sistemi che rispondono su documentazione tecnica citando la fonte. Le tecniche di segmentazione che usiamo vengono dalla letteratura scientifica del 2024-2025.
Sensoristica ambientale — progettazione di dispositivi per aria, acqua e rischio incendi, con trasmissione a lungo raggio e bassa potenza.
Analisi del ciclo di vita — strumenti digitali per il calcolo dell’impatto ambientale di prodotti e processi.
Le domande che ci fanno
Che cosa ci guadagna un cliente dal fatto che fate ricerca?
Due cose concrete. La prima è che le competenze che usiamo sui vostri progetti sono le stesse che maturiamo nei consorzi, quindi non le state pagando. La seconda è che i prodotti che vi vendiamo hanno alle spalle un percorso di validazione più lungo di quello di un normale ciclo di sviluppo.
Posso partecipare a un progetto con voi?
Sì, e succede spesso: i consorzi cercano casi d’uso reali. Se avete un impianto, un sito o un processo che si presta, parliamone — la partecipazione a un progetto europeo è quasi sempre a costo zero o parzialmente rimborsata per chi mette il caso d’uso.
I risultati sono pubblici?
Quelli finanziati dai programmi europei sì, per obbligo di programma, e li pubblichiamo. I dati ambientali che raccogliamo li rilasciamo con licenze aperte.
Fate ricerca anche su commessa?
Sì. È una delle modalità della nostra consulenza, e per progetti che rientrano negli incentivi alla ricerca e sviluppo prepariamo la documentazione tecnica necessaria.
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