A due anni dai devastanti roghi del 2022, il progetto Interreg finanziato dall’Unione Europea traccia i primi bilanci. Tra bonifiche, riforestazione e nuove tecnologie per il monitoraggio in tempo reale.
Sono passati due anni dall’estate del 2022, quando un devastante incendio divorò ben 4.000 ettari di bosco sul Carso. Oggi, la vasta area colpita dalle fiamme sta trovando una nuova speranza grazie a Karst Firewall, un progetto transfrontaliero Interreg supportato da un contributo dell’Unione Europea di oltre un milione di euro. Il progetto ha visto il Corpo Forestale italiano e quello sloveno lavorare fianco a fianco, mettendo in campo strategie diverse ma complementari per la messa in sicurezza e il ripristino dell’ecosistema.
L’approccio italiano: bonifica e sicurezza
Sul versante italiano, in particolare ai piedi del monte Ermada e nella frazione di Medeazza (Duino-Aurisina), la Forestale si è concentrata sulla bonifica del territorio. I fusti degli alberi colpiti dal fuoco, ormai secchi, pericolanti e altamente infiammabili, vengono rimossi. Come spiegato da Maurizio Rozza, Comandante della Stazione Forestale di Duino Aurisina, lo spostamento della biomassa bruciata ha un duplice obiettivo: restituire spazio alla tipica landa carsica e creare delle “fasce di rallentamento”. In caso di futuri incendi, queste zone cuscinetto permetteranno di frenare le fiamme e agevolare l’intervento efficace dei mezzi di soccorso.
L’approccio sloveno: rimboschimento e partecipazione
Totalmente diversa, ma altrettanto cruciale, è stata la strategia adottata in Slovenia. Nelle zone di Merna e Rence, il Corpo Forestale sloveno ha puntato sulla riforestazione. Con il supporto di oltre 6.000 volontari, sono state sparse 8 tonnellate di ghiande e semi di latifoglie (tra cui tiglio, acero nero, roverella e bagolaro) per rimboschire 432 ettari di terreno. Branka Gasparič del Corpo Forestale di Sesana ha precisato che l’intervento ha previsto un 30% di rimboschimento attivo, lasciando il restante 70% al processo di rimboschimento naturale.
La tecnologia al servizio dell’ambiente: la mappa del rischio
Oltre agli interventi sul campo, il progetto ha introdotto un fondamentale strumento di prevenzione digitale: la mappa del rischio incendi in Carso. Questo sistema, aggiornato in tempo reale, permette di monitorare costantemente le condizioni del territorio. La mappa è già online e accessibile a tutti; è sufficiente cercare “Infordata mappa rischio incendi” sui principali motori di ricerca per consultarla oppure collegarsi a https://kf50.infordata.it .
Un progetto corale che dimostra come la cooperazione internazionale e l’impegno comunitario siano la chiave per trasformare una cicatrice del territorio in una nuova opportunità di resilienza e tutela ambientale.

